03 settembre 2022

Nota stampa sul caso dell’atleta Luca Venturelli

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In seguito alle numerose uscite stampa dell’ultima settimana, con questa nota la FISPES - Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali – intende fornire informazioni chiare e dettagliate sul percorso delle classificazioni degli atleti con disabilità intellettivo-relazionale all’interno di questa Federazione che coinvolge l’atleta tesserato Luca Venturelli.   

Nell’ambito dell’Atletica paralimpica, disciplina di competenza di questa Federazione, si precisa che per poter gareggiare a livello nazionale ed internazionale, qualsiasi atleta che voglia partecipare a gare nazionali ed internazionali, deve essere necessariamente sottoposto a visita di classificazione. La visita di classificazione, effettuata da esperti qualificati, determina l’eventuale eleggibilità dell’atleta all’interno di categorie funzionali o classi sportive (http://www.fispes.it/atletica/classificazioni-funzionali/), predefinite a livello internazionale, che raggruppano atleti con disabilità similare, in modo da poter garantire eque opportunità agonistiche.  
Gli atleti FISPES di Atletica paralimpica, con classificazione internazionale e dopo opportuna valutazione e selezione da parte dello staff tecnico nazionale sulla base delle prestazioni ottenute, qualora convocati, possono aspirare a rappresentare la Nazionale azzurra ai Campionati Europei, ai Campionati Mondiali e alle Paralimpiadi.
Il regolamento internazionale, approvato dalla Federazione internazionale (WPA - World Para Athletics), fino a poco tempo fa, contemplava categorie funzionali legate alle sole disabilità fisiche e sensoriali.
In epoca recente, nell’ottica di una maggiore inclusione, World Para Athletics e il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC – International Paralympic Committee) ha dato ammissibilità alla partecipazione di atleti con disabilità intellettiva (categoria T20) per gare di atletica a livello internazionale, comprese le Paralimpiadi, per sole quattro specialità maschili e femminili: i 400 metri, i 1500 metri, il salto in lungo ed il getto del peso.
L’appartenenza a tale categoria, sempre valutata da una commissione internazionale di classificatori, viene stabilita con dei test riconosciuti dalla comunità scientifica per cui sono considerati eleggibili atleti con QI non superiore a 75, di fatto considerando parametri riguardanti la sola disabilità intellettiva e non quella relazionale.

Pur tenendo conto della validità del regolamento internazionale, la FISPES, sempre nell’ottica della massima inclusione e del riconoscimento del valore e dell’arricchimento che ogni atleta apporta allo sport paralimpico, ha adottato un regolamento nazionale di Atletica paralimpica con un’offerta sportiva anche a atleti con disabilità non eleggibile per WPA, proprio come nel caso di Luca Venturelli, valutato dai classificatori in possesso di QI superiore a 75.
In Italia, in ambito FISPES, Venturelli può aspirare al titolo italiano T20 per tutte le specialità di fondo e mezzofondo cui generalmente partecipa.
Per aspirare ad un titolo internazionale, la Federazione italiana di riferimento è la FISDIR - Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali – riconosciuta dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che dà la possibilità ai suoi tesserati di partecipare a Campionati Europei e Mondiali del circuito VIRTUS (World Intellectual Impairment Sport), aperto anche ad atleti con disturbo dello spettro dell’autismo e classificabili nella classe II3, come  Venturelli. L’eleggibilità per questa classe è data da: un quoziente intellettivo totale uguale o superiore a 76 e comunque senza disabilità intellettiva; una diagnosi formale di disturbo dello spettro dell’autismo certificata da un clinico esperto che utilizzi specifiche tecniche diagnostiche.

Da queste annotazioni si evince dunque una predominante disinformazione nei media italiani che, senza i necessari approfondimenti, parlano di “esclusione di Venturelli dagli Europei paralimpici giovanili” che si sono svolti a luglio a Pajulahti in Finlandia ed “esclusione dalle future Paralimpiadi di Parigi 2024” che non tiene assolutamente conto:
1. dei regolamenti internazionali vigenti in materia, dettati dal Comitato Internazionale Paralimpico (IPC) e da World Para Athletics (WPA) validi in tutto il mondo;
2. della complessità della materia in termini di disabilità relazionale e dell’enorme variabilità dei casi, per cui la ricerca scientifica, nella definizione di parametri oggettivi, è in continua evoluzione;
3. del percorso di opportunità sportiva che questa Federazione ha garantito ad atleti con disabilità simile a quella di Venturelli.

Il Presidente FISPES Sandrino Porru, in un incontro con l’atleta e la famiglia che si è svolto lo scorso luglio presso la sede federale di Roma, ha spiegato nei dettagli del processo di classificazione e dell’attuale situazione di cui sopra, e ha riferito dell’impegno da parte federale e del Comitato Italiano Paralimpico a continuare a lavorare per Venturelli e per atleti con condizione simile affinché ci sia una loro maggiore rappresentatività nelle gare di livello internazionale che tenga innanzitutto conto dell’unicità della persona.

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