20 marzo 2020

Gabriele Albanese: #migliorarsisempre

Ho 24 anni e fin da piccolo son stato sempre più propenso allo sport che allo studio. All’età di tre anni ho iniziato a praticare arti marziali, #judo per l’esattezza, ero ancora troppo piccolo per iscrivermi ad una scuola calcio. A cinque anni iniziai col #calcio e praticai entrambi gli sport fino ai dodici (mi fu conferito l’attestato di cintura nera), ma poi fui ‘costretto’ a doverne praticare solo uno. Ovviamente scelsi il calcio. Ho giocato a calcio fino a diciotto anni, gli ultimi tre nelle giovanili del Nardò Calcio che allora militava in serie D.

Iniziai a lavorare come #pizzaiolo in un centro commerciale, ma dopo nemmeno un anno, l’11 gennaio 2016, di ritorno dal lavoro, uscii #fuori #strada con la mia #auto, prendendo in pieno la parte iniziale del guardrail, che è letteralmente entrato in macchina. Mi risvegliarono dopo sette giorni di #coma farmacologico, ma io iniziai a sbraitare perché volevo già uscire dall’ospedale. Qualche giorno dopo ci riprovarono, ed andò decisamente meglio, chiesi soltanto a mia madre il motivo per cui mi trovavo lì. Pochi giorni dopo, mentre i miei discutevano con lo psicologo per dirmi cosa fosse successo, io alzai le lenzuola e vidi la gamba. Chiamai l’infermiera che alla mia domanda rimase basita: ‘Avete tolto la protesi per poi rimetterla?’

Il problema è che una #protesi non sapevo nemmeno cosa fosse, ma durante il coma farmacologico avevo avuto delle ‘allucinazioni’ in cui vedevo un ‘gambaletto’ nero cucito sulla mia pelle, e facevo pizze per tutto l’ospedale in un forno che ovviamente non esisteva. Ecco, mi son svegliato convinto di poter fare tutto, le uniche domande che ho posto sono state: ‘Potrò guidare? Potrò andare al mare?’

Uscito dall’ospedale, iniziai col #basket in #carrozzina e provai la mia prima protesi. Conoscevo il #calcio per #amputati, ma io ero mancino, ed avevo perso proprio il mio piede preferito. A settembre 2018 decisi di abbandonare lo sport in carrozzina. Volevo fare qualcosa in piedi perché sapevo di poterlo fare, e così mi iscrissi in palestra fin quando lo scorso anno iniziai finalmente a giocare a calcio. Appena cominciai facevo solo due palleggi, ora sono arrivato a farne 68. Il calcio amputati mi ha fatto capire che si può #sempre #migliorare, che non esiste il ‘non ce la faccio’, e che lo sforzo e l’allenamento ripagano sempre. Infine, per amor del mondo sportivo, ho deciso di saperne sempre di più, e a settembre sicuramente inizierò a studiare ‘Scienze motorie’, anche perché non è #mai #troppo #tardi.

 

#fispes #oltremodoltre #fispesland #pluriability #amputeefootball #calcioamputati #eaff #amputazione #miglioraresempre #maitroppotardi #ilcalciomifavolare

 

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Essere oltremodoltre significa sfidare se stessi per superare i propri limiti ed aiutare gli altri a superare i propri pregiudizi