25 marzo 2020

Antonio Sanna: #nuragico

Si dice che le formiche siano tra i pochi animali capaci di organizzarsi per trasportare carichi molto più pesanti di un singolo individuo. Questa caratteristica ricorda molto quelle degli antichi nuragici, capaci di trasportare enormi massi e di comporli per realizzare costruzioni in grado di attraversare i tempi e la storia.Antonio è la nostra #formica #nuragica (“Ant” in inglese vuol dire proprio “formìca”). Antonio ha 11 anni ed è nato con una #emimelia della tibia destra, un'anomalia congenita rara (si stima che colpisca un neonato su un milione), caratterizzata dall’assenza della tibia (nel suo caso parziale). È un figlio della Sardegna, e della sua terra porta l’indole schiva e decisa che ne ha consentito, all’Isola come a lui, di conservare intatto il suo carattere #fiero e #determinato, nonostante tutte le avversità e gli svantaggi naturali, e di tramutarli in #forza e #bellezza. E come i #nuraghes, ha attraversato le stagioni e le intemperie della sua esistenza forgiando se stesso e portando con lo stesso #orgoglio i segni degli oltre 15 interventi chirurgici che ha subìto.
Durante le ecografie prenatali il problema alla gamba non era mai stato rilevato, anche perché si era presentato un altro problema, cardiaco, fortunatamente risoltosi spontaneamente dopo la nascita. “Il problema cardiaco si è risolto da solo, ora parliamo di quella gamba”, furono le parole del cardiologo una volta scongiurata l’eventualità più temuta. E così, grazie alla potenza di internet (sarà un caso che #tiscali parli in sardo?), dal mare del Golfo degli Angeli è arrivato a specchiarsi nelle acque di Lecco, su “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”, dove ha conosciuto il medico del miracolo, colui che ci disse ‘questo bambino lo facciamo pure giocare a calcio’, quando tutto ci faceva pensare che non avrebbe mai neanche potuto camminare. Tifosissimo del #Cagliari e innamorato del #calcio, Antonio grazie alla sua determinazione e all’eccellente lavoro del Prof. Catagni, è riuscito a coronare il suo sogno di calcare il prato verde e di giocare a calcio, nonostante quella gamba esile e corta e il piede destro bloccato e più piccolo del sinistro di alcune taglie.
Mancino come il mito #GigiRiva e con le stesse movenze di #Garrincha, ha dovuto fare i conti per gran parte della sua esistenza con quella gamba troppo spesso costretta dentro un #Ilizarov, una gabbia metallica più simile ad uno strumento di tortura medievale che ad un dispositivo ortopedico, che tuttavia non gli ha mai impedito di liberare il suo sinistro delicato e preciso e di correre a fare #gol, con e senza le sue #stampelle rossoblù.
E così, quando qualche anno fa ci hanno parlato della Scuola FISPES e della possibilità di giocare a calcio (anche) con le stampelle, non se l’è fatto ripetere due volte ed ha iniziato questa esperienza #speciale. Antonio è un leader e un trascinatore naturale, in grado di trasmettere entusiasmo e determinazione a chiunque (adulti e bambini) abbia a che fare con lui. Vuole giocare a calcio e farlo in tutti i modi e i posti che gli sono consentiti… dagli altri, perché lui non conosce altri limiti che il mare e il cielo.
E li ha già superati entrambi.

I genitori di Antonio e i fratelli
#scuolafispes

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Essere oltremodoltre significa sfidare se stessi per superare i propri limiti ed aiutare gli altri a superare i propri pregiudizi