Logo Fispes

Presentati a Padova i risultati del Progetto Wheelchair Rugby

Versione stampabile
immagine sinistra

A Padova sono stati presentati ufficialmente i primi risultati scientifici del Progetto Wheelchair Rugby iniziato nel 2015 che si prefigge di valutare i benefici psicofisici dell’attività sportiva negli atleti disabili con l’introduzione di metodologie innovative per la valutazione funzionale e l’allenamento ottimale grazie all’utilizzo di strumentazioni all’avanguardia.

Il progetto, che coinvolge la FISPES tra i suoi partner, prevede:

-        la partecipazione di 23 atleti della Nazionale di Rugby in carrozzina,   

-        20 raduni nell’arco di due anni presso il Civitas Vitae di Padova,

-        la partecipazione di un gruppo di studio dell’Università di Padova formato da 14 ricercatori

-        la partecipazione di un gruppo di lavoro della FISPES composto da 11 professionisti

Il progetto mira a personalizzare i protocolli riabilitativi e a massimizzare le prestazioni sportive di atleti con gravi disabilità, fornendo così uno stimolo ai giovani che si trovano in simili condizioni ad intraprendere una attività sportiva.

Il progetto è stato reso possibile grazie ad un’importante rete di partner e all’apporto fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dell’Università di Padova.

Il lavoro svolto

Il progetto è iniziato nell’ottobre del 2015 e fino ad ora si sono svolti 9 raduni compreso quello di questo weekend. Le attività sono state portate avanti da quattro  gruppi di studio di biomeccanica, medicina preventiva fisiologia e tecnico-sportivo.

Tutti gli atleti della squadra nazionale di Rugby in carrozzina fanno parte del progetto “Wheelchair Rugby”.

I test e le rilevazioni effettuate fino ad ora hanno permesso di implementare un protocollo di intervento integrato che ha consentito di:

  1. valutare le prestazioni degli atleti con misure oggettive;
  2. comparare le prestazioni atletiche con il punteggio di classificazione;
  3. individuare i margini di miglioramento personali;
  4. condividere tra gli atleti i risultati comparativi per aumentare il grado di motivazione;
  5. monitorare la funzionalità della spalla e programmare i trattamenti personalizzati;
  6. orientare gli atleti verso buoni comportamenti alimentari e posturali;
  7. migliorare la qualità di vita percepita nella sfera sociale e lavorativa.

La presentazione dei risultati preliminari (ottenuti fino a febbraio 2016) è stata accettata al XVII Congresso Italiano Società Italiana Midollo Spinale, tenutosi a Genova dal 5 al 7 maggio.

Il Prof. Petrone, responsabile dell’attività biomeccanica del progetto, si è recato ad aprile a Loughborough (Inghilterra) per un workshop presso la locale Università, massima istituzione Europea per lo studio dell'attività sportiva paralimpica, durante il quale è stato presentato il Progetto Wheelchair Rugby.

Nel corso della conferenza stampa il Presidente della FISPES Sandrino Porru ha dichiarato: “È sicuramente motivo di orgoglio aver promosso l'importante progetto di ricerca sul Wheelchair Rugby che oggi si trova al giro di boa. Grazie ad esso possiamo iniziare a dare importanti fondamenti scientifici a quegli aspetti di educazione tecnica che sino ad oggi si sono basati sulla mera esperienza maturata sul campo. Tutto questo sarà di enorme supporto sia per i nostri attuali progetti agonistici che per i percorsi formativi futuri. Già oggi registriamo i primi progressi che hanno portato la nostra Nazionale a superare meritatamente il banco di prova dell'Europeo di fascia C, conquistando di diritto il passaggio alla rassegna continentale di fascia B a cui parteciperemo nel prossimo autunno. Voglio ringraziare di cuore lo staff federale FISPES, l'Università di Padova, l'OIC e la Fondazione HPNR Onlus. Un grazie particolare a tutti i nostri atleti che si sono messi a disposizione per la realizzazione dei test  sui quali si basa il progetto di ricerca, dimostrando il loro amore per questa disciplina e la volontà di farla crescere sempre di più e sempre meglio”.

Stefano Masiero (Prof. Str. Medicina Fisica e Riabilitativa UNIPD, Resp. Generale Progetto WCR, Consigliere Fondazione HPNR Onlus) ha dichiarato: "La ricerca mi ha confermato quanto possa essere importante per un giovane con una disabilità motorio-funzionale, anche in una ottica medico-riabilitativa,  praticare l’esercizio fisico e lo sport in un team e quanto importante sia stato avere a disposizione una equipe multidisciplinare dedicata”.

Antonio Finotti (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) ha dichiarato: “L’attenzione per le categorie deboli è da sempre nel DNA della nostra Fondazione. Tra i numerosi progetti che abbiamo sostenuto negli anni ne figurano diversi dove i protagonisti sono i disabili, persone con potenzialità da far emergere e talenti da valorizzare nell’ottica di una loro piena integrazione nella società. In questo senso lo sport può essere un’esperienza cruciale e non c’è dubbio che il Progetto Wheelchair Rugby, del quale siamo i principali sostenitori, meriti apprezzamento proprio perché mette in evidenza l’importanza di valutare, in modo rigoroso e innovativo, i benefici dell’attività sportiva negli atleti disabili, ponendo così le basi per migliorarne la riabilitazione”.

Ruggero Vilnai (Presidente CIP Veneto) ha dichiarato:

“Dare valore scientifico ai benefici e ai miglioramenti generati dallo sport nelle persone con disabilità e definire dei protocolli è di fondamentale importanza per la promozione dello sport paralimpico. L’auspicio è che, in futuro, questo progetto possa essere esteso anche alle altre discipline paralimpiche e tipologie di disabilità, in modo da dimostrare che l’attività motoria sportiva svolta regolarmente comporta benefici, non solo diretti alla persona ma anche a tutta la collettività, grazie ad un notevole risparmio sulle spese medico-sanitarie: investire in queste ricerche, infatti, vuol dire investire sulla salute a 360°. Desidero esprimere la mia gratitudine nei confronti dei finanziatori per aver creduto in questo progetto e ringraziare il gruppo di lavoro (medici, fisiatri, fisioterapisti, atleti, tecnici, staff), per tutto che è stato fatto fin qui.La prossima settimana avranno inizio i XV Giochi Paralimpici Estivi e, nonostante i notevoli progressi ottenuti in soli 5 anni di vita, la nostra nazionale di rugby purtroppo non è riuscita a conquistare la qualifica. Invito tutti gli atleti a continuare a dare il massimo impegno come sempre hanno fatto e sono sicuro che tra 4 anni potranno vivere la meravigliosa esperienza delle Paralimpiadi di Tokyo.”  


2016-09-02
immagine centrale


Ultime notizie in Rugby in Carrozzina