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Corso e Contrafatto incontrano gli studenti di Roma

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Dopo le tappe di Grosseto e Torino è arrivata anche in capitale la campagna A World of Athletics ideata per promuovere i Campionati Europei Paralimpici di Atletica Leggera in programma a Grosseto dal 10 al 16 giugno.

A Roma, ospiti dei locali di San Pio X ed in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, le sprinter Oxana Corso e Monica Contrafatto hanno incontrato un centinaio di studenti entusiasti della Scuola Media Ovidio per raccontare la loro storia di vita ed esperienza di atlete di punta della Nazionale italiana.

Corso, primatista mondiale dei 400 metri T35, rivela ai ragazzi quanto lo sport sia stato cruciale nel suo percorso: “Ho cominciato a correre alla vostra età, dieci anni fa. All’epoca non riuscivo nemmeno a fare le scale, oggi le faccio correndo. Certo non è tutto facile ma lo sport ti aiuta perché sono migliorata anche dal punto di vista psicologico. Con l’esperienza ho capito che ciò che ti rende debole, ti rafforza. La mia cerebrolesione e quello che ho vissuto mi hanno reso come sono oggi, lo ora mi riconosco come Oxana atleta e sono orgogliosa di quello che ho fatto fin qui”.

La doppia medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Londra nei 100 e 200, ricorda così il suo debutto internazionale a 17 anni: “La mia prima gara allo Stadio Olimpico londinese è stata una grande emozione. Ho sentito il boato della gente che urlava,  ero terrorizzata però è stato anche il momento più bello perché nessuno prima avrebbe mai scommesso su di me”.

La velocista delle Fiamme Gialle è reduce da due prestazioni eccellenti agli Italian Open Championships di inizio aprile dove, sulle stesse distanze, è riuscita a firmare i nuovi record italiani della sua categoria (14.91 sui 100 e 31.67 sui 200).

Contrafatto, compagna di team in Nazionale e grande amica, invece scherza con i ragazzi sul suo incidente in Afganistan che le ha causato l’amputazione della gamba:“Quando mi ha colpito la bomba mi è sembrato di giocare a palla avvelenata. Era il mio lavoro quello. Nonostante tutto sono riuscita ad andare oltre e mi sono ripresa la mia vita”.

L’incontro con lo sport paralimpico le ha permesso di crescere e di far crescere le persone intorno a lei: “Lo sport non serve solo a noi ma aiuta anche i genitori a superare le loro barriere psicologiche. Venite a Grosseto a vedere cosa facciamo e a sostenerci”.

La portacolori del Paralimpico Difesa, protagonista a Doha di un quinto posto mondiale nei 100 T42, chiude con un bellissimo messaggio: “Non mi sono mai sentita inferiore ai normodotati, anzi credo di avere una marcia in più. Noi siamo persone con anima e cervello, non abbiamo solo il corpo. Tutti siamo belli in modo diverso. Ricordatevi ragazzi che per ogni ostacolo c’è sempre una soluzione. Andate oltre ogni difficoltà, non prendete in giro chi è diverso da voi e praticate sport”.

Sito ufficiale degli Europei di Grosseto 2016
www.grosseto2016.it


2016-04-27
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