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Celebrati gli sport paralimpici. Porru: "Emozione unica"

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La tre giorni del primo gala paralimpico "Believe to be alive" si è trasformata in una vera e propria festa che ha celebrato a Roma gli sport ed atleti paralimpici. 

Venerdì 3 ottobre la cerimonia di premiazione della prima edizione degli Italian Paralympic Awards. Per l’atletica leggera l’importante riconoscimento è stato assegnato alla velocista romana Oxana Corso che, fin dalla giovane età, si è imposta sulla scena sportiva mondiale collezionando due ori iridati e quattro argenti tra le Paralimpiadi di Londra e gli ultimi Europei a Swansea.

Sabato 4 è stato Papa Francesco ad accogliere ed abbracciare tutto il movimento paralimpico nella Sala Nervi del Vaticano. 

Tra le presenze illustri del ricco programma artistico e musicale della mattinata, davanti ad una platea gremita, la testimonianza di due atlete che hanno contribuito a scrivere emozionanti pagine della recente storia dell’atletica: Assunta Legnante, campionessa di getto del peso F11, ha raccontato come è riuscita a risollevarsi dalla malattia che l’ha resa non vedente e a tornare vincente nello sport paralimpico, mentre Annalisa Minetti, primatista del mondo dei 1500 metri T11, ha sottolineato come la forza di volontà ed il coraggio di “tentare l’impresa” siano cruciali per rimettersi in gioco contro le avversità della vita.

Nella giornata di domenica 5, Piazza San Pietro e Via della Conciliazione hanno infine fatto da cornice per alcuni sport paralimpici. Nel pistino di atletica appositamente allestito per l’occasione, si è esibita, oltre al Oxana Corso, l’oro paralimpico e mondiale dei 100 metri e salto in lungo T42 Martina Caironi: “In questi giorni tante persone sono venute e chiedermi come poter iniziare a praticare sport. Ho tanta voglia di fare e portare in giro lo sport paralimpico. Con gli strumenti giusti si possono fare molte attività.”

C’era anche il rugby in carrozzina a “Believe to be alive” grazie ad alcuni giocatori provenienti da tutta Italia che si sono messi in campo per giocare delle frazioni di partita. Tra di loro, Rufo Iannelli, promotore e capitano della Romanes, sociètà appena nata di wheelchair rugby della capitale: “Giocare davanti ad un pubblico è stata la prima volta per me e lo abbiamo fatto in una delle piazze più importanti della mia città e del mondo. Sono orgoglioso di rappresentare la mia squadra e l’Italia del movimento del rugby in carrozzina davanti agli stranieri che sono qua. Il messaggio di oggi è di riuscire ad avvicinare lo sport alla società civile e non che lo sport per disabili sia visto con sguardo pietistico verso chi prova a fare qualcosa. Spero che la gente ci veda come sportivi particolari che vivono la disabilità.”

L’entusiasmo degli atleti simbolo delle discipline FISPES che si sono messi a disposizione per far conoscere e provare lo sport paralimpico, ed il calore e la partecipazione ricevute dal pubblico ricorrono anche nelle parole del Presidente Federale Sandrino Porru: “L’incontro con Papa Francesco e queste giornate di festa sono state un’emozione unica ed indescrivibile. Questa manifestazione è stata l’occasione per raggruppare tutta la famiglia paralimpica che lavora senza sosta nel territorio e rappresenta tutto quello che il movimento paralimpico è riuscito a costruire in questi anni arrivando ad esprimersi qui, nel cuore del mondo. Il Papa ci ha mostrato di avere un approccio autorevole e dignitoso all’espressione della disabilità. La soddisfazione più grande è vedere quanto il paralimpismo italiano stia facendo di positivo come stimolo culturale per trasformare la società e valorizzare la disabilità. E’ una ‘pastorale verso la disabilità’ che segna il passaggio anche per la Chiesa dalla pietà cristiana all’idea della persona come talento unico.”

 


2014-10-07


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