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Italia 11ima con 11 medaglie. Porru: “Squadra favolosa”

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Con la quinta posizione di Roberto La Barbera nel lungo T42/T44, l’Italia lascia i Campionati Europei IPC di atletica leggera paralimpica di Swansea chiudendo all’undicesimo posto del medagliere con 11 allori (4 ori, 5 argenti e 2 bronzi).


È toccato al veterano azzurro La Barbera rappresentare per l’ultima volta i colori azzurri allo stadio della Swansea University per concludere l’avventura della Nazionale in terra gallese.
Il plurititolato tricolore nulla ha potuto fare per raggiungere le misure imprendibili del campione mondiale e paralimpico, il tedesco Markus Rehm, che ha mostrato tutta la sua supremazia in pedana con un eccellente 7,63. La Barbera, attuale primatista italiano con 6,50 metri, ha fatto registrare il miglior salto al primo tentativo con 6,18: “Più di così con questa lamina rotta non potevo fare. Nel primo salto ho regalato 30 cm allo stacco e 6,40 è quello che valgo in questo momento. Anche oggi credo di aver fatto il massimo possibile e sono obbligato a sentirmi soddisfatto. Sto aspettando i nuovi piedi ed è un peccato perché la lamina in gara ha risposto solo al 40%. Ringrazio comunque il centro INAIL ed in particolare l’ingegner Verni per l’impegno profuso a sistemare la mia protesi. Da settembre ricomincio a lavorare proseguendo la preparazione di quest’anno che ha dato frutti eccezionali perché mi sento forte e veloce”. La passione per la competizione non si ferma qui per il lunghista piemontese: “Il mio obiettivo sono i Mondiali di Doha del 2015 e voglio finire la mia carriera in bellezza alle Paralimpiadi di Rio”.
Una parola conclusiva va alla squadra: “Questa trasferta a livello di gruppo è la più bella e la più calorosa che ho vissuto fino ad ora. Se questo è il futuro, da qui a Rio potremo vedere delle belle cose”.

A conclusione della rassegna continentale, è grande l’entusiasmo all’interno della Nazionale e grande la soddisfazione per le prestazioni degli Azzurri da parte del direttore tecnico Mario Poletti: “Al termine delle competizioni la valutazione tecnica è più che positiva. Abbiamo schierato una squadra che ha visto 6 atleti su 13 al debutto internazionale. Nonostante questo, siamo riusciti a migliorare la nostra posizione nel medagliere rispetto agli Europei di due anni fa a Stadskaanal dove avevamo conquistato 10 medaglie (4 ori e 6 bronzi). Da evidenziare anche l’eterogeneità delle disabilità e specialità degli atleti che sono saliti sul podio: minorazione visiva, amputazioni, cerebrolesioni, disabilità intellettiva e lesioni midollari in corse, salti e lanci. Tutto questo con un numero limitato di atleti: 13 contro i 23 dell’Olanda, i 31 della Spagna e i 33 della Polonia, paesi che precedono di pochissimo l’Italia nella classifica finale. Purtroppo le condizioni meteorologiche hanno condizionato negativamente le prestazioni dal punto di vista tecnico: la quasi totalità delle gare di corsa è stata penalizzata da un continuo vento contrario, superando anche i 4 m/s, tanto da rendere difficile anche il ritocco di record europei e mondiali. Le poche ombre di questo Campionato sono purtroppo riconducibili ad una applicazione eccessivamente rigorosa delle nuovissime regole sui lanci da seduto: oltre ai nostri rappresentanti, anche altri atleti sono stati penalizzati da valutazioni arbitrali su aspetti che non intervenivano sulla prestazione, ma solo sulla conformazione della sedia.
Non vanno dimenticati poi i tre record italiani (Ruud Koutiki nei 400m T20, Giacomo Poli nel giavellotto T44 e Antonio Acciarino nel peso T42), dei quali due appartengono ad atleti alla prima esperienza internazionale, a dimostrazione di come la squadra stia creando buone premesse per un ricambio generazionale che, in futuro, potrà continuare a consolidare la posizione dell’Italia nel mondo dell’atletica paralimpica”. 

Sulla stessa farsa riga la valutazione del Presidente della FISPES Sandrino Porru, estremamente orgoglioso dei risultati e del gruppo di questa spedizione azzurra: “Una squadra favolosa, dal primo all’ultimo, nonostante l’inserimento di ben 6 esordienti rispetto alla rosa dei 13 atleti partenti. I ragazzi hanno dimostrato una maturità fuori dal comune, sono stati capaci di concentrarsi nel modo migliore quando dovevano scendere in campo e si son fatti trovare sempre pronti a sostenere i compagni. Lo staff tecnico ha lavorato in modo impeccabile con altrettanto supporto da parte dello staff sanitario, amministrativo e ufficio stampa. Quando una squadra gira e funziona, è veramente difficile che non arrivino anche i frutti che, in questo caso, sono stati copiosi. Quattro ori, 5 argenti e 2 bronzi sono un bottino che supera anche la fantastica esperienza pre-paralimpica dell’Europeo 2012 in Olanda, dove ci siamo fermati a quota 10. Ogni medaglia conquistata qui ha un particolare significato, per chi l’ha ottenuta e per la squadra: tra tutte vorrei però sottolineare l’oro vinto da Ruud Koutiki nei 400m T20, categoria riservata ad atleti con disabilità intellettiva e relazionale. È la prima medaglia che l’Italia paralimpica vince in ambito IPC in questa categoria ed è un importante segnale storico e culturale che ci spinge ad accelerare il percorso di integrazione di questo settore all’interno della FISPES, e che fa della nostra disciplina la ‘casa comune’ per tutte le patologie che sono in grado di praticare, in modo agonistico, l’atletica leggera.

Alla vigilia di Swansea ci siamo ispirati al concetto fondamentale del saper ‘far squadra’ con la profonda convinzione che, al di là della competizione, questo Campionato dovevamo saperlo vivere come un’importante esperienza di vita. Credo che alla fine di questo Europeo la medaglia più bella sia proprio quella di tornare a casa sentendoci persone migliori rispetto a prima. Per questo motivo la nostra trasferta gallese rimarrà indelebile nei nostri cuori.
Ritengo che questo sia l’obiettivo primario che una Federazione debba perseguire e, personalmente, sono orgoglioso di rappresentare, assieme all’intero Consiglio Federale, una FISPES capace di saper capitalizzare il valore umano e mettere a frutto l’incessante lavoro che le società affiliate svolgono quotidianamente.
Non posso infine dimenticare di ringraziare il Comitato Paralimpico Italiano per la vicinanza ed il costante supporto mostratoci, a cui va anche riconosciuta la parte di merito per i risultati raggiunti.
Infine, un affettuoso e profondo abbraccio a tutta la squadra. Bravi ragazzi e grazie di aver reso questa atletica paralimpica così bella. Prepariamoci alla prossima avventura per poter scrivere  ancora una bella pagina della nostra storia”.

Appuntamento ai prossimi Europei a casa nostra che vedranno Grosseto e l’Italia protagonisti nel giugno del 2016.

Sito ufficiale Europei di Swansea
http://www.paralympic.org/swansea-2014

 

Start List/Risultati
http://www.paralympic.org/swansea-2014/schedule-results


2014-08-23


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