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Rio 2016: Legnante, un oro di ‘peso’, Corso 5a nei 100

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Assunta Legnante è venuta a Rio per dire al mondo che, nel getto del peso per le categorie non vedenti (F11) e ipovedenti (F12),non ce n’è per nessuno. A quattro anni dalle Paralimpiadi di Londra dove ha conquistato il primo gradino del podio al debutto della sua carriera paralimpica, non c’è stato Mondiale o Europeo in cui non abbia lasciato il segno. Oggi ha ribadito il concetto prendendo di nuovo possesso dell’oro nella sua specialità preferita che tante soddisfazioni le aveva già regalato anche da normodotata. 

Nella pedana dello Stadio Olimpico questa volta c’è la concorrenza da parte dell’ipovedente uzbeka Safiya Burkhanova che si aggiudica l’argento con il record del mondo di categoria F12 (15,05). Il bronzo va alla messicana Rebeca Valenzuela Alvarez (13,05).

La lanciatrice napoletana, ancora condizionata da problemi alla schiena, piazza la misura vincente di 15,74 con traslocazione all’ultimo tentativo. Si è trattata di una progressione incredibile: il primo lancio da ferma vola già a 15,30 che migliora al quarto con 15,54. Una gioia immensa che poi esplode con un urlo liberatorio a fine competizione: “C’erano due anni di dolore dentro ma questo oro lo dovevo a casa, alla mia allenatrice Nadia Checchini e ai miei due bimbi Michael e Nicole, figli del mio compagno, che da febbraio vivono con me. Quando sono partita, mi hanno detto: ‘compraci la medaglia’, ma io non l’ho comprata, l’ho vinta. Questa gara è stata la più dura degli ultimi quattro anni. Dopo che ha lanciato l’uzbeka e ha fatto 14,87 al primo tentativo, mi sono detta che mi dovevo impegnare seriamente nonostante i dolori alla schiena e alle gambe. È dai Mondiali di Doha che non lanciavo ma, come dice mio padre Luigi, la fame di vittoria e conoscenza aiuta sempre”.  

Si tratta dell’oro numero 1 dell’Atletica italiana a Rio dopo i due argenti vinti da Martina Caironi nel lungo T42 e da Oney Tapia nel peso F11. La primatista mondiale F11 incita così i compagni di squadra: “È il primo oro per noi, da capitana dovevo dare il buon esempio”.

In pista la finale dei 100 T35 è invece da quinto posto per Oxana Corso. L’argento di Londra 2012 non riesce a fare meglio di 15,67: “Io non ho sbagliato niente in gara, ho cercato di combattere fino all’ultimo. Chi è salito sul podio è inguardabile, le mie avversarie non appartengono alla mia categoria. Io sono arrivata qua demotivata e con la consapevolezza di non finire tra le prime tre, è un’ingiustizia. Non cerco giustificazioni, basta guardare il video. Questa Paralimpiade non è da incorniciare. Ora affronterò i 200 per riprendermi da questo incubo e cercherò di puntare al quarto posto”.

Il metallo più prezioso va al nuovo talento emergente cinese, Zhou  Xia,che fa registrare il record paralimpico di 13,66. Seconda l’australiana Isis Holt (13,75) e terza l’inglese Maria Lyle (14,41).  

Più tardi alle 18:07 (le 23:07 italiane) Emanuele Di Marino sarà impegnato nelle batterie dei 400 T44, mentre per Giusy Versace e Federica Maspero ci sarà il primo turno dei 200 T44.

Foto Mantovani/Ability Channel

Sito ufficiale Rio 2016
http://www.rio.comitatoparalimpico.it/index.aspx

 

 


2016-09-14
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